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L’autonomia imperfetta

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Senza oneri a carico dello Stato” : con tale locuzione, presente nel d.lgs. 509/94, è passato un chiaro messaggio economicosociale in cui l’auto sostenibilità della nostra Cassa deve avvenire senza costi per lo Stato.

Dall’entrata in vigore del d.lgs 509 ad oggi i vari C.d.A. che si sono succeduti, con la collaborazione dell’Assemblea, hanno contribuito in maniera sostanziale a dare alla nostra Cassa una autosufficienza di lungo periodo, gestionale, patrimoniale, economica e finanziaria, seppure sotto la necessaria e riconosciuta vigilanza pubblica.

Tale potere dello Stato, che nella sostanza doveva sostanziarsi nell’approvazione sotto il profilo tecnico-giuridico di tutte le deliberazioni in materia di contributi e prestazioni da parte dei Ministeri vigilanti, è più volte sforato in ingerenza pubblica nella gestione della Cassa rendendo la tanto sbandierata autonomia una “autonomia imperfetta”.

La nostra Cassa fin dalla privatizzazione ha raggiunto la propria autonomia senza aiuti e “senza oneri a carico dello Stato” con anni di gestione e provvedimenti, a partire dalla fondamentale riforma del 2004, previdenti, prospettici ed oculati.

Ad oggi noi Dottori Commercialisti siamo riusciti a dare un chiaro messaggio, non solo economico-sociale ma anche politico in merito alla capacità di sapere gestire la nostra previdenza portandola alla piena indipendenza economica ed auto sufficienza ma nello stesso tempo riscontriamo un meno chiaro comportamento dello Stato, che da semplice sorvegliante è passato molto spesso a vessatore emanando provvedimenti che sul piano giuridico hanno “ibridato” la natura privatistica della Casse e, sul piano sostanziale, hanno comportato una diminuzione del nostro patrimonio.

Il sentimento (oramai certezza) di tutti è che la Cassa nei fatti venga considerata pubblica o privata a seconda della convenienza del momento: è privata quando viene richiesta la riduzione dei canoni di locazione alla P.A. o l’incremento delle aliquote sulle plusvalenze mobiliari mentre è pubblica quando si richiede un contributo forzoso o si propongono provvedimenti a pioggia come la rottamazione delle cartelle.

L’auspicio è quello che si continui in modo pragmatico e deciso a lottare per rendere perfetta la nostra autonomia, considerando che abbiamo onorato il patto ideale sottoscritto con lo Stato assolvendo alla funzione previdenziale senza oneri per il medesimo, ma nello stesso tempo abbiamo l’obbligo di mantenere il patto ideale contratto con gli Iscritti facendo scelte strategiche che mantengano sostenibile l’Ente, scelte che non possono essere influenzate o addirittura obbligate dal legislatore.

Luigi Mancinelli
Dottore Commercialista e Delegato CNPADC in Macerata