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Secondo assestamento al budget 2016

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In occasione della recente Assemblea dei Delegati, tenutasi il 30 novembre 2016 in Roma, è stato licenziato il secondo ed ultimo assestamento del budget 2016.

Le stime infrannuali aggiornate evidenziano un avanzo corrente 2016 di oltre € 492 milioni. Nel suo complesso, quindi, la seconda revisione del budget 2016 evidenzia un incremento del risultato, previsto in prima revisione, per € 3 milioni. Vediamo, in estrema sintesi, quali sono i principali motivi che ci hanno indotto ad aggiornare le nostre previsioni.

L’ area istituzionale vede un decremento dei contributi soggettivi ed integrativi pari a 5 milioni di euro, di cui € 2 milioni per contributi soggettivi e € 3 milioni per contributi integrativi. Il dato in calo è derivante dalla rivisitazione delle stime rispetto all’andamento dei redditi netti professionali e dei volumi d’affari 2014 dichiarati dai professionisti nel 2015. Si segnala in positivo, sempre nell’area dei contributi, un incremento di € 3 milioni per le stime derivanti dall’istituto della ricongiunzione.

Sul fronte dei costi previdenziali ed assistenziali il documento proietta un decremento di € 1 milione dell’erogazione di pensioni derivante dalla previsione aggiornata del numero di pensioni riconosciute nell’anno. Per quanto attiene le prestazioni assistenziali offerte dalla Cassa, si registra l’inclusione nel documento di un budget specifico messo a disposizione a fronte delle calamità naturali intervenute recentemente nel centro Italia.

Le dinamiche demografiche, aggiornate a fine anno 2016, confermano il favorevole trend di crescita dei nostri Iscritti. L’incremento netto previsto è infatti stimato in 1.650 nuove unità.

Per quanto attiene la gestione del patrimonio investito dell’Ente, la nuova proiezione prevede una variazione in diminuzione di circa € 14 milioni, al netto della relativa fiscalità. In quest’area sono proiettati minori dividendi provenienti da OICR ed ETF, per € 10 milioni, e minori interessi da titoli obbligazionari, per € 4 milioni.

Da segnalare, fra le poste rilevanti, l’inclusione della stima del fondo oscillazione titoli. Il fondo, relativo al portafoglio investito al 30 settembre 2016, prende a riferimento, in linea con la nuova metodologia di calcolo applicata a decorrere dal bilancio 2015, la media dei prezzi del mese di settembre 2016 per gli strumenti quotati. Per gli strumenti non quotati è stata utilizzata la valorizzazione di fine 2015, ultima certificata. L’analisi puntuale dell’evoluzione rispetto al dato di bilancio 2015 ha comportato una previsione di accantonamento di circa € 71 milioni parzialmente compensato da uno storno per rilascio pari a € 67 milioni. Si evidenzia che il diverso andamento dei mercati, dei Paesi emergenti piuttosto che appartenenti al “vecchio continente”, ha comportato un deciso recupero degli OICR rispetto a quanto mostrato dalle GPM, che evidenziano una contrazione di valore.

Ulteriore posta che ha avuto una variazione significativa rispetto alla precedente revisione di budget è quella dell’accantonamento al Fondo Extrarendimento, che mostra un decremento di oltre € 17 milioni.

Nella stima si è tenuto conto della nuova modalità di calcolo del tasso annuo di capitalizzazione dei montanti come previsto del Regolamento Unitario in materia di previdenza ed assistenza della CNPADC, approvato dai Ministeri Vigilanti il 21 settembre 2016, dove all’articolo 26, comma 13, lett. c) del Regolamento Unitario si dispone che il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti, dall’anno di approvazione dal Regolamento stesso (2016), è pari alla media quinquennale (2011-2015) dei rendimenti degli investimenti (3,3383%), con un minimo dell’1,5% ed un massimo pari al valore più alto tra la media quinquennale del PIL (1,0981%) e la media del tasso di redditività del patrimonio utilizzata nel bilancio tecnico (2,3146%).

Ne consegue che la differenza tra le due percentuali del 3,3383% e il 2,3146%, costituisce base di calcolo per la quantificazione dell’accantonamento al fondo extra-rendimento, rapportato per l’anno 2016 al montante contributivo previsto in 3,3 miliardi di euro. L’ulteriore differenza tra il 2,3146% e l’1,5% viene automaticamente riconosciuta come maggior rendimento da accreditare sui montanti, oltre al minimo garantito, generando appunto un minore accantonamento al fondo per oltre € 17 milioni, che vengono immediatamente riconosciuti a incremento dei montanti.

Michele Pirotta
Consigliere CNPADC