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Welfare, la politica di gestione nell’anno della pandemia

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Nell’anno della pandemia, fin dall’inizio dell’emergenza a marzo 2020, la Cassa si è concentrata su iniziative di welfare, mettendo in campo risorse finanziarie, ma anche organizzative, che potessero offrire il supporto necessario ad andare incontro alle esigenze degli Iscritti in difficoltà.

La Cassa è stata tra i primi Enti di previdenza privati che, già a partire dalle prime settimane di marzo, ha stabilito la sospensione dei contributi per il periodo dal 23 febbraio al 2 novembre 2020. Rientrano nella sospensione anche le attività di recupero dei contributi scaduti relativi alle annualità 2018 e precedenti. Questo ha permesso agli Iscritti che ne avessero bisogno di poter rinviare il pagamento fino alle nuove scadenze del 30 settembre 2021 e del 30 settembre 2022, con la possibilità di gestire in autonomia, a seconda delle proprie esigenze, il piano di versamento. Già a fine 2020, più del 60% del totale di 400 milioni di euro di pagamenti sospesi era stato effettuato dai nostri iscritti.

Particolarmente rapida è stata anche la risposta della Cassa sul piano della tutela della salute degli associati, con l’integrazione della polizza sanitaria base che la Cassa, tramite Reale Mutua Assicurazioni, offre gratuitamente agli Iscritti anche con la copertura dal rischio Covid e la possibilità introdotta nel 2021 di estenderla anche al proprio nucleo familiare.

Particolare attenzione è stata posta anche al welfare “strategico” che, in linea con quanto previsto dall’articolo 56 bis del nuovo Regolamento Unitario della Cassa, permette alla governance dell’Ente di dare vita a iniziative in grado di sostenere e rilanciare la professionalità degli Iscritti.

Sul piano dei contributi e sostegni all’attività professionale, il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha deliberato l’estensione a tutti gli Iscritti del bando per l’acquisto di beni strumentali che nel gennaio 2020 era stato lanciato per sostenere unicamente i neo-iscritti nell’avvio dei propri studi. Successivamente tale iniziativa è stata estesa a tutti gli iscritti, in chiave di supporto anche al lavoro da remoto, con contestuale incremento della dotazione di risorse destinate a tale scopo. All’iniziativa hanno aderito in totale 1.600 iscritti per circa 2,5 milioni di euro in via di erogazione.

Per sopperire alla carenza di liquidità è stato invece introdotto un nuovo contributo destinato agli Iscritti con finanziamenti accesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, iniziativa che ha visto l’adesione di mille Iscritti per un totale di circa mezzo milione di euro.

Anche gli Iscritti con studi in affitto hanno potuto beneficiare di uno specifico contributo commisurato sull’onere del canone corrisposto da marzo a maggio 2020. A ricorrere a questo strumento sono stati in totale 2.400 Iscritti per un totale di circa 1,7 milioni di euro.

In totale, l’ammontare delle prestazioni erogate nel 2020 dalla Cassa supera i 23,2 milioni di euro con un incremento del 49,1% rispetto ai 15,6 milioni di euro erogati nel 2019, che conferma la costante crescita della spesa assistenziale, quasi raddoppiata nell’ultimo quinquennio (nel 2016 era di 12,4 milioni di euro).


Andamento assistenza 2016-2020

In particolare, le nuove iniziative di welfare “strategico” introdotte dalla Cassa nel 2020 hanno portato all’erogazione di un totale di circa 6 milioni di euro destinati ai 4.591 Dottori Commercialisti che nel corso dell’anno ne hanno fatto richiesta.