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Bilancio tecnico 2017: riserve a 50 anni superiori a 35 miliardi

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A differenza del ben più noto bilancio contabile, il bilancio tecnico esprime una visione di tipo dinamico proiettata su un determinato arco temporale futuro e costituisce lo strumento previsto dalla Legge per consentire di verificare l’adeguatezza delle politiche gestionali adottate da un ente di previdenza ovvero la presenza di eventuali anomalie che nel lungo periodo potrebbero tradursi in problemi di natura finanziaria per l’ente stesso, se non corrette per tempo.

Dimostrando di aver compreso come, in ambito previdenziale, sia fondamentale intervenire tempestivamente per correggere quelle anomalie che, diversamente, rischierebbero di gravare solo su poche generazioni future, Cassa Dottori Commercialisti, fin dall’epoca della sua privatizzazione, ha dedicato una particolare attenzione alle proiezioni del bilancio tecnico.

E’ opportuno evidenziare, infatti, come la decisione volontaria di ampliare a quarant’anni il periodo di osservazione del bilancio tecnico già a partire dal 2001, quando ancora l’arco temporale minimo di previsione attuariale era fissato per legge in soli quindici anni, abbia fatto emergere da subito quelle criticità che hanno suggerito di passare, grazie alla Riforma del 2004, dal sistema retributivo a quello contributivo, consentendo di arrestare, in questo modo, la crescita sproporzionata del così detto “debito latente”.

Così come, successivamente alla Riforma, l’adozione statutaria della periodicità biennale di redazione del bilancio, in luogo di quella triennale prevista per legge, nonché l’ampliamento volontario a cinquant’anni del periodo di osservazione del bilancio tecnico già a partire dal 2007, abbiano consentito di monitorare adeguatamente l’evoluzione della sostenibilità finanziaria dell’Ente e di rivolgere l’attenzione sull’introduzione graduale di strumenti di adeguatezza delle prestazioni (aliquota di computo e retrocessione di quota parte dell’integrativo sul montante individuale), al fine di ottenere una sempre maggiore equità tra generazioni.

L’ultimo bilancio tecnico è stato redatto dall’attuario incaricato prof. Antonio Annibali, docente di matematica finanziaria all’Università La Sapienza di Roma, ed è stato presentato all’Assemblea dei Delegati dello scorso 18 aprile 2018.

Il documento riguarda le proiezioni cinquantennali 2017 - 2066, utilizzando i dati demografici, economici e finanziari della Cassa al 31 dicembre 2016 e si compone di una proiezione standard, effettuata sulla base di parametri ministeriali, e di una proiezione specifica, effettuata in ragione del fatto che i parametri standard forniti dal Ministero non sono stati ritenuti prudenziali rispetto alle specificità dell’Ente.

Posto che il tasso di rivalutazione dei contributi individuali utilizzato è sostanzialmente pari al 3%, le due proiezioni sostanzialmente si differenziano per le ipotesi sottostanti:

a) la dinamica demografica in relazione alla quale nella proiezione specifica è stato assunto un flusso di nuovi ingressi decrescente, a partire da 1.450 ingressi del 2017 fino ai 1.000 del 2022, rimanendo poi costante nella misura di 1.000 ogni anno. Circa i nuovi ingressi è opportuno evidenziare che i flussi ipotizzati si sono rivelati sempre prudenziali rispetto a quelli consuntivati;

b) la dinamica reddituale in relazione alla quale nella proiezione specifica è stata assunta come base tecnica di riferimento una dinamica dedotta dagli andamenti del reddito netto professionale e del volume d’affari IVA dichiarati negli ultimi anni;

c) la propensione al versamento del contributo soggettivo con aliquota superiore al minimo, in relazione alla quale nella proiezione specifica è stata ipotizzata un’aliquota pari al 12,70% per gli anni 2017 e 2018, con un successivo incremento dello 0,10% annuale fino ad arrivare al 13,00%, assumendo il contributo integrativo al 4% sine die.

Le risultanze delle proiezioni effettuate consentono di affermare che la Cassa gode di una situazione di adeguata sostenibilità futura; l’analisi dell’andamento dei tassi di sostituzione medi (rapporto percentuale fra la prima annualità completa della pensione e l’ultimo reddito annuo immediatamente precedente il pensionamento), con evidenziazione  della quota parte rappresentata dalla maggiorazione dell’aliquota di computo e dall’accreditamento di una porzione del contributo integrativo sul montante individuale, evidenzia, inoltre, la sensibilità di Cassa Dottori Commercialisti verso il tema dell’adeguatezza.

Secondo la proiezione specifica, il patrimonio della Cassa, infatti, presenta uno sviluppo sempre crescente fino a circa metà dell’arco temporale di verifica per attestarsi, in conseguenza delle dinamiche demografiche della Cassa, in circa 36 miliardi di euro nel 2066. Particolarmente indicativo è il grado di capitalizzazione (è un indicatore, per certi versi assimilabile al saggio di riserva di liquidità utilizzato nei sistemi bancari, che misura il grado di pagamento dell’Ente senza interventi correttivi e nella scolastica ipotesi di cessazione di ogni entrata) pari a circa l’81%, in linea con il bilancio tecnico precedente (2015 – 2064) e molto maggiore del grado di capitalizzazione di bilanci precedenti, che non godevano del mantenimento sine die dell’aliquota del 4% del contributo integrativo. L’andamento di questi dati dimostra che la Cassa sta riassorbendo progressivamente il debito generato dal metodo di calcolo reddituale delle pensioni in vigore fino al 2003.


Riserve previdenziali a fine esercizio (proiezione specifica)

Nello stesso periodo oggetto di analisi, ancorché il saldo previdenziale (entrate per contributi al netto delle uscite per pensioni) subisca una flessione negativa tra il 2035 e il 2060, dovuta al pensionamento del rilevante numero di colleghi che si sono iscritti tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, il saldo totale (entrate per contributi e rendimenti del patrimonio, al netto delle uscite per pensioni, assistenza e oneri di gestione) si mantiene sempre positivo, grazie ai rendimenti delle riserve previdenziali accumulate, nonché alla capacità della Cassa di fare efficienza.


Saldo totale e previdenziale (proiezione specifica)

Con riferimento al grado di capitalizzazione è opportuno evidenziare che lo stesso non deve essere interpretato come capacità dell’ente di far fronte “solo” all’81% dei propri futuri oneri, fino alla sopravvivenza dell’ultimo avente diritto; “con ogni probabilità”, infatti, la Cassa di previdenza non sospenderà la sua attività alla fine del cinquantennio di proiezione attuariale.

Va detto, inoltre, che la significatività del bilancio tecnico è direttamente correlata alla sua periodica redazione, permettendo, in questo modo, di confrontare le elaborazioni successive, di verificare la correttezza delle ipotesi assunte in corso di formazione, di analizzare gli scostamenti rispetto alle proiezioni precedenti, nonché di verificare i dati consuntivati rispetto a quelli stimati.

Anche sotto questo ultimo profilo, l’analisi degli scostamenti in un’ottica meramente contabile tra i dati previsionali della proiezione specifica ed i dati consuntivati, con riferimento al bilancio d’esercizio chiuso al 31.12.2017, non ha evidenziato alcuna criticità.

In conclusione, questo bilancio tecnico conferma che la Cassa gode di una piena sostenibilità finanziaria ben oltre il 50ennio considerato; sull’entità della prestazione, invece, appare chiaro come, con l’attuale sistema di calcolo delle prestazioni, ciascun iscritto debba acquisire la consapevolezza della diretta relazione esistente tra i contributi versati durante tutta la vita lavorativa e le prestazioni percepite.

Per scaricare il bilancio tecnico integrale clicca qui.

Mirko Rugolo
Consigliere CNPADC