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L’equilibrio possibile: la doppia sfida delle professioniste

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Per la mamma 
Filastrocca delle parole:
si faccia avanti chi ne vuole.
Di parole ho la testa piena,
come dentro ‘la luna’ e ‘la balena’.
Ma le più belle che ho nel cuore,
le sento battere: ‘mamma’, ‘amore’.

Gianni Rodari

La celebrazione della Festa della Mamma, che ricorre ogni anno la seconda domenica di maggio, ci invita a rinnovare una riflessione sempre attuale sulla gestione del tempo del lavoro delle donne, per le quali la maternità e la cura rappresentano un cambiamento significativo che incide anche nei percorsi di carriera. In particolare, per chi svolge la libera professione, caratterizzata da autonomia e flessibilità, che spesso coincide con meno garanzie, il lavoro di cura può risultare ancora più gravoso, imponendo una diversa organizzazione del tempo. Nonostante la crescente sensibilità verso una responsabilità condivisa con il partner, i dati sottolineano come il carico parentale dei minori e degli anziani non autosufficienti incida ancora prevalentemente sulle donne. 

L’Osservatorio delle Libere professioni curato da Confprofessioni evidenzia ancora, nonostante passi in avanti e una maggiore consapevolezza, una disparità significativa nei percorsi di carriera. Solo il 36,6% delle donne dichiara di non aver subito cambiamenti dopo la nascita di un figlio, a fronte del 68,3% degli uomini. L’impatto della genitorialità sulle carriere femminili è, dunque, quasi il doppio rispetto a quello maschile, portando il 16,2% delle professioniste a modificare gli orari e il 13,8% a delegare le attività. 

In questo contesto, l'analisi del Premio Nobel per l'Economia Claudia Goldin appare quanto mai attuale. Il dibattito contemporaneo sulla condizione delle donne nel mercato del lavoro ha trovato un punto di svolta fondamentale nelle sue ricerche, dove sono state analizzate le radici del divario che ancora oggi separa le carriere maschili da quelle femminili, identificando nella cosiddetta "penalità della maternità" il fattore critico di divergenza. La Goldin evidenzia come, nonostante l’aumento del livello di istruzione delle donne, il vero ostacolo risieda nella struttura del lavoro moderno, spesso caratterizzato da una "avidità" di tempo e presenza che mal si concilia con le responsabilità di cura, portando le professioniste a dover scegliere tra la continuità di carriera e la genitorialità.

Anche se si osserva un cambiamento positivo, grazie a un’evoluzione dei modelli familiari caratterizzati da una maggiore condivisione degli impegni, le donne, soprattutto con un livello di istruzione elevato, quando diventano madri non solo non rinunciano più al lavoro, ma tendono a rientrare più rapidamente dopo il congedo rispetto al passato.  

E la nostra professione a che punto è?
Per quanto riguarda le dottoresse commercialiste, rispetto al numero totale degli iscritti, l’incidenza femminile si mantiene costante. Nel 2025 è pari al 33,4% con 24.731 professioniste, a fronte di un numero di colleghi uomini pari a 49.228. Il dato sulla presenza femminile rispetto alla popolazione degli iscritti conferma la stabilizzazione di una tendenza consolidata negli ultimi anni e rafforza la validità della scelta della Cassa di promuovere e sostenere, attraverso iniziative mirate, il ruolo sociale e professionale delle donne. 

Lungo questa direttrice, l’Ente evolve insieme alla società che cambia, investendo sempre più in un modello di welfare inclusivo che accompagna le professioniste lungo tutto l’arco della vita privata e professionale. Questo impegno si manifesta dal momento dell’attesa con il “pacchetto maternità” incluso nella polizza sanitaria base, che prevede specifiche prestazioni, e prosegue nel sostegno concreto alla quotidianità mediante i bandi per la frequenza di asili nido e centri estivi, strumenti essenziali per prevenire la dispersione professionale e favorire un'equa ripartizione dei carichi di cura.

La Cassa Dottori Commercialisti continua a promuovere attivamente un ecosistema favorevole alla condivisione delle responsabilità, per assicurare la crescita professionale delle iscritte, in un momento storico importante come quello attuale in cui la Commissione Europea ha presentato pochi mesi fa la nuova Strategia per la Parità di Genere 2026-2030. La strategia punta a integrare la parità di genere in ogni settore, dal lavoro alla salute, includendo la sfera pubblica e quella virtuale,  affrontando anche sfide emergenti come la violenza online e i rischi connessi all'intelligenza artificiale. 

Per conoscere tutti gli istituti e le iniziative a disposizione delle iscritte, degli iscritti e delle loro famiglie clicca qui.