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Professione e previdenza unite nella crescita

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Lettera dall’iscritto Enrico Villano

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Il Dottore Commercialista e la Cassa: una strana storia d’amore

La sensibilizzazione dei colleghi alla previdenza è un compito sempre più arduo, soprattutto in questo periodo storico sempre più caratterizzato da grandi difficoltà per il mondo dei professionisti.

Da quando svolgo la professione di Dottore Commercialista assisto, a cadenza semestrale, alle lamentele dei colleghi che, sempre più, percepiscono i contributi previdenziali non come tali, bensì come vere e proprie imposte.

Non bastasse, sono proprio i giovani commercialisti ad essere i più avversi al pagamento e non nascondo che, seppur consapevole delle loro difficoltà lavorative, ciò mi meraviglia. È vero che, infatti, il futuro andrebbe “organizzato” già nei primi anni di professione, seppur con qualche sacrificio in più.

Di converso, i colleghi “meno giovani” sono estremamente sensibili al tema; tanto per le continue simulazioni di pensione, quanto per le valutazioni di riscattare gli anni di laurea e tirocinio.

Questa, a mio avviso inspiegabile, “inversione di sensibilità” al tema della previdenza mi ha sempre più convinto che uno dei compiti più difficili della CNPDAC, del suo Consiglio e dei suoi Delegati, è appunto quel processo di sensibilizzazione dei giovani commercialisti, teso a consentire loro di costruire il proprio futuro già dai “primi passi”.

Tuttavia, tanto inspiegabile non lo diventa più se proviamo ad assimilare il rapporto tra il Commercialista e la Cassa a quello di una coppia che, per inesperienza iniziale di “lui”, capisce troppo tardi che poteva andare meglio…

La storia d’amore tra Enrico e Cassia…

Enrico, divenuto maggiorenne, ad una cena con amici conosce Cassia, una donna affascinante. Gli amici, preoccupati, avvertono Enrico di stare alla lontana da Cassia, perché è una donna troppo “costosa” per la sua età.

Enrico non ascolta gli amici, conosce Cassia ed iniziare a frequentarla…

Dopo un po' di tempo, però, si rende conto che frequentare Cassia è effettivamente oneroso. Il lavoro, come tutti i giovani, stenta a decollare e quindi inizia ad essere tentato da altre ragazze. Conosce Gina e Nerina ma immediatamente si rende conto che la prima è ancora più spendacciona di Cassia e che la seconda è una poco di buono…

Ritornato all’ovile, spinto anche dall’orgoglio, continua la sua storia con Cassia.

Trascorsi 10 anni, Enrico diventa grande ed il suo rapporto con Cassia va sempre più a consolidarsi. I due decidono di sposarsi e, finalmente, Enrico inizia a non lamentarsi più dei costi di Cassia, se non nelle cene con gli amici. Enrico, tra l’altro, ha finalmente capito che Cassia sarà la madre dei suoi figli.

Trascorsi altri 20 anni, Enrico inizia ad invecchiare, i figli sono cresciuti e sente sempre più il bisogno di avere Cassia vicino a sé: scoppia l’amore, ma troppo tardi!

Cassia non riesce a dare quello che Enrico vuole!

Enrico non riesce a farsene una ragione. Inizia a chiamare incessantemente gli amici di Cassia per capire in cosa ha sbagliato; la risposta è sempre la stessa:

“Enrico non ti lamentare, stai raccogliendo quello che hai seminato, ovvero poco!”.

Enrico a questo punto cerca di rimediare. Chiede agli amici di Cassia come può recuperare gli anni persi, inizia ad immaginare soluzioni strane per cercare di riconquistarla ma ormai la frittata è fatta!

La storia tra Enrico e Cassia, in linea con il classico atteggiamento che ognuno di noi ha nei confronti dei problemi personali, dimostra come anche in tema di previdenza si affrontano le problematiche troppo tardi oppure giusto in tempo per capire che le scelte fatte da giovani si sono rivelate sbagliate.

La storia ci mostra quanta strada ha percorso la previdenza, dalla solidarietà familiare passando attraverso le società di mutuo soccorso nate da spontanee iniziative dei lavoratori, alle assicurazioni contro gli infortuni che si resero obbligatorie per i datori di lavoro, al rischio professionale, fino ad arrivare nel 1898 all’istituzione della cassa nazionale di previdenza.

L’evoluzione della previdenza è rapida, “nata volontaria diventa obbligatoria e diviene necessaria”. Questo percorso di crescita deve oggi essere oggetto di sensibilizzazione, i contributi non sono imposte, non deve essere il sistema sanzionatorio a ricordarci dell’obbligo contributivo ma la certezza che stiamo costruendo un futuro organizzato.

D’altronde la pre.vi.den.za è l’abitudine di prendere in considerazione, prudentemente e tempestivamente, le necessità del futuro…cercate di far scoccare l’amore già da subito…

 

Enrico Villano
Presidente UNGDCEC Napoli Nord