Cassa Dottori Commercialisti, rinnovata la Certificazione per la Parità di genere. A cura di Simona Bonomelli
A cura della Consigliera Simona Bonomelli, Presidentessa del Comitato CDC per la parità di genere
La Cassa Dottori Commercialisti ha ottenuto il rinnovo per la Certificazione di Parità di Genere, conseguita nel 2024, secondo lo standard internazionale Uni/Pdr 125:2022.
Lo scorso giugno IMQ, ente certificatore leader nel settore della valutazione della conformità accreditato Accredia, ha accertato la conformità del processo aziendale dell’Ente nell’applicazione del Sistema di Gestione per la Parità di Genere. Tale rinnovo testimonia l’impegno e i costanti progressi nella promozione di una sempre maggiore equità, permettendo di avviare un percorso di sensibilizzazione attraverso una comunicazione più inclusiva che, al di là dei numeri, favorisca una piena comprensione e un riconoscimento dell’equità in tutte le sue forme.
La Cassa Dottori Commercialisti è stata, su base volontaria, tra i primi enti a intraprendere questo percorso e ad oggi si può considerare un esempio virtuoso grazie a una composizione del personale sostanzialmente equilibrata per genere.
L’organico della Cassa è, infatti, composto prevalentemente da donne, che rappresentano il 56,74% del totale. La presenza femminile è distribuita trasversalmente in tutti i livelli aziendali, laddove si considerino anche le fasce apicali di tutti i livelli di inquadramento contrattuale (Dirigenti, Quadri, A1, B1 e C1). In particolare, con riferimento ai ruoli di responsabilità (Dirigenti, Quadri, Responsabili di Ufficio e Referenti di funzioni a staff), la Cassa ha una pari distribuzione di donne e di uomini, a conferma del sostanziale raggiunto equilibrio di genere.
Con il raggiungimento di questo risultato, l’Ente continuerà a impegnarsi nell’adozione di strumenti per prevenire - indipendentemente dal ruolo ricoperto e dal livello di responsabilità - ogni forma di discriminazione di genere, a valorizzare le diversità in ogni processo aziendale e, infine, a sostenere politiche a favore della conciliazione vita – lavoro, della formazione e sui temi legati alle pari opportunità.
Lungo questa direttrice la Cassa ha previsto un periodo di aspettativa retribuita di 30 giorni per le dipendenti inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, che si aggiunge al congedo già previsto dal contratto nazionale. In quest’ottica, sensibilizzando l’intera organizzazione, l’Ente ha sviluppato un piano triennale volto a garantire l’attuazione degli obiettivi e a raggiungere una reale cultura aziendale basata sull’inclusione. Un impegno che si colloca nell’ambito dell’Obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e che si intreccia con le indicazioni della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, una delle priorità trasversali del PNRR e riferimento per l’attuazione del Family Act.
L’impegno della Cassa non si limita alla sua organizzazione, ma anche alla sua governance, che nel 2023 ha ottenuto l’approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti della modifica del proprio Regolamento elettorale, introducendo misure a favore dell’equilibrio di genere nella candidatura agli organi di governance. Una riforma ispirata ai principi costituzionali di uguaglianza e pari opportunità, che ha portato con il mandato 2024-2028 al raggiungimento di una piena parità ai vertici dell’Ente: un traguardo simbolico ma anche concreto. Recentemente è stata, infatti, attivata una nuova misura assistenziale dedicata alle Dottoresse Commercialiste vittime di violenza di genere, che prevede un supporto economico in situazioni di particolare vulnerabilità.
Sostenere la parità di genere è un contributo fondamentale per una società sempre più sostenibile, dove il cambiamento può avvenire solo partendo da una profonda comprensione della storia e della complessità che ci circonda, strumenti imprescindibili per abbattere barriere e pregiudizi, perché come diceva Italo Calvino “Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori”.