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La Generazione dei cambiamenti: cosa pensano i Dottori Commercialisti? A cura di Christian Graziani

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A cura di Christian Graziani, Consigliere CDC

Qual è la Generazione dei cambiamenti?
Nata e cresciuta in un mondo ancora analogico, è diventata adulta in un periodo storico caratterizzato da grandi cambiamenti verso un mondo sempre più globalizzato e tecnologicamente avanzato. Questa generazione si è dovuta adattare alla rivoluzione digitale e al cambiamento sociale.

Nati tra il 1969 e il 1984, hanno vissuto il passaggio tra due epoche: sono passati dalla penna al computer, dalla centralità della famiglia nucleare alla pluralità dei modelli affettivi e genitoriali. La Generazione dei cambiamenti ha assistito a eventi storici che hanno cambiato il corso del secondo Novecento e dell’inizio del nuovo millennio. Ha visto la fine della Guerra Fredda, la caduta del muro di Berlino, il passaggio dalla lira all’euro ma anche l’emergere di nuove barriere, il ritorno dei conflitti armati e delle tensioni razziali e identitarie e la crisi finanziaria del 2008. È anche la generazione che ha dato il via alla transizione digitale con l’avvento di Internet e la nascita di Yahoo e Google.

In Italia, ha attraversato gli anni del terrorismo, Tangentopoli e la conseguente fine della Prima Repubblica. In definitiva, questa generazione può essere definita un “ponte” tra il Novecento e il nuovo millennio, tra l’analogico e il digitale, tra rigidità e flessibilità. Ha interiorizzato l’incertezza come condizione permanente e ha trasformato questa instabilità in uno stile di vita capace di negoziare, reinventare e adattarsi. In questa condizione sempre mutabile ha trovato il suo elemento caratterizzante: la capacità di restare rilevante in un mondo che cambia, senza perdere il senso critico e la profondità della visione.

In un contesto sempre più globalizzato e interconnesso la professione del Dottore Commercialista sta attraversando una nuova fase, evolvendo dal ruolo di consulente fiscale a una figura sempre più strategica e versatile. Le sfide legate alla digitalizzazione stanno trasformando il modo di lavorare, integrando le competenze tradizionali con quelle più innovative per una professione sempre più attuale e interconnessa.

Ma come hanno inciso questi tratti sulla realtà professionale della categoria? Un’indagine della Cassa Dottori Commercialisti prova a rispondere.

“Generazioni a confronto” il progetto della Cassa Dottori Commercialisti
Per approfondire le dinamiche evolutive della professione, ma anche per comprendere meglio le esigenze degli iscritti in base alla fascia di età di appartenenza, la Cassa Dottori Commercialisti ha avviato lo scorso anno il progetto “Generazioni a confronto” partito con la prima indagine “Impatto Giovani. Prospettive attuali e sfide future” rivolta agli iscritti under 40. Nell’ambito di un lavoro costante di analisi, nel 2025 è stata condotta una seconda indagine rivolta alla platea deli iscritti tra i 40 e i 55 anni per approfondire la comprensione del panorama attuale al fine di interpretare i bisogni della categoria e, in particolare, della generazione che è stata testimone delle maggiori trasformazioni del nostro tempo.

Il sondaggio "La Generazione dei cambiamenti"
La Categoria ho confermato una grande attenzione alle indagini che la Cassa rivolge ai propri iscritti, al sondaggio ultimo ha risposto un terzo della corte di riferimento, per cui la Cassa ho potuto rilevare la voce di 10.342 gli iscritti nella fascia d’età interessata dai 40 ai 55 anni. Stessa percentuale di adesione del sondaggio dello scorso anno rivolto agli iscritti under 40.

Il 77% dei dottori commercialisti tra i 40 e i 55 anni ritiene che l’adattabilità nell’affrontare i grandi cambiamenti degli ultimi anni sia la principale caratteristica della sua generazione e la maggior parte degli intervistati ha espresso soddisfazione per le misure assistenziali messe a disposizione dalla Cassa. È questo il quadro che emerge dal sondaggio "La generazione dei cambiamenti", rivolto agli iscritti tra i 40 e i 55 anni e pubblicato in occasione della presentazione della settima edizione del Reputational Report della Cassa Dottori Commercialisti, tenutasi a Salerno lo scorso 10 luglio.

Emerge, inoltre, che per oltre quattro dottori commercialisti su dieci la propria condizione lavorativa è in miglioramento e che per sei su dieci le aggregazioni professionali in studi associati o STP determini una maggiore differenziazione nell’offerta dei servizi. 

Per quanto riguarda le priorità a livello professionale e personale, i dottori commercialisti ritengono sia essenziale la tutela dell’equilibrio vita-lavoro (55%), seguita dalla stabilità economica di lungo periodo (47%) e dalla tutela della salute (35%). 

Dal punto di vista delle grandi transizioni della nostra epoca, per oltre sette dottori commercialisti su dieci il passaggio dall’analogico al digitale è il cambiamento che ha inciso maggiormente sul suo percorso professionale.

Dal punto di vista prospettico, per quasi sette professionisti su dieci l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità professionale. Per quanto riguarda i possibili sviluppi, gli intervistati ritengono che favorirà un miglioramento dei processi lavorativi interni allo studio (77%), nello specifico l’automazione dei processi contabili (86%).
 
Dal punto di vista della cultura previdenziale, otto dottori commercialisti su dieci ritengono che i meccanismi incentivanti introdotti dalla Cassa  - premio fino al 5% del reddito dichiarato, versando aliquote contributive pari o superiori al 22%, e accreditamento sul montante fino al 37,5% del contributo integrativo – siano misure efficaci.

 


Priorità e opportunità

La maggior parte degli intervistati conosce le misure di welfare introdotte dalla Cassa negli ultimi anni, fra le misure più conosciute sono i contributi per finanziamenti in ambito professionale e familiare (53%), le borse di studio per i figli degli iscritti (50%) e i contributi per l’aggregazione tra professionisti (47%).  


Assistenza e welfare

Under 40 e Generazione dei cambiamenti: due generazioni a confronto
Dai dati dei due sondaggi emergono sia punti di contatto sia differenze significative tra i dottori commercialisti under 40 e quelli tra i 40 e i 55 anni. Entrambe le generazioni condividono l’importanza di un buon equilibrio vita-lavoro, riconoscono il valore della collaborazione tra professionisti e vedono nell’intelligenza artificiale un’opportunità per ottimizzare i processi.

Le differenze emergono, invece, in merito allo stato professionale raggiunto – i più giovani sono perlopiù collaboratori, mentre i 40-55enni sono in maggioranza titolari o soci – e nell’approccio alla formazione, che è gratuita per gli under 40 prevalentemente e spesso a pagamento e specializzata per i colleghi più maturi. I professionisti senior mostrano maggiore consapevolezza previdenziale e un atteggiamento più cauto verso la digitalizzazione, mentre i giovani sono più pronti ad accogliere il cambiamento. Anche la percezione dell’andamento della professione è più positiva tra gli under 40, mentre tra i senior prevale maggiore ottimismo tra chi ha redditi più elevati.

In sintesi
Il quadro generale che emerge dalle indagini che la Cassa ha avviato in quest’ultimo biennio è quello di una generazione di 40-55enni che ha dimostrato e continua a dimostrare una grande flessibilità nell’ affrontare e superare i profondi cambiamenti che stanno incidendo sulla nostra società e di conseguenza sulla professione. Si evidenzia la volontà di un continuo miglioramento della propria condizione economica, con un’attenzione crescente alla conciliazione vita-lavoro e un atteggiamento sempre aperto alle novità e ai cambiamenti.

Per consultare il sondaggio nella versione integrale clicca qui